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Bellinzago Lombardo

Il territorio

Bellinzago

 

Il territorio

Bellinzago Lombardo (Bilinsàagh in dialetto) conta circa 3.850 abitanti e deve il suo nome ai Birinzago, un’antica famiglia blasonata da cui prende lo stemma.

Il territorio è attraversato dal naviglio Martesana e confina con i comuni di Gessate, Gorgonzola, Inzago e Pozzuolo Martesana. 

Bellinzago ha due nuclei abitati, Villa Fornaci e Cascina Misericordia, ed è suddiviso in quattro quartieri: quartiere dell’Aquila, dai colori rosso, azzurro e giallo, quartiere San Giorgio, bianco e azzurro, quartiere San Michele, bianco e rosa e quartiere Rubinia, verde e bianco.


Bellinzago Lombardo in pillole

Altitudine: 129 m s.l.m.
Nome abitanti: bellinzaghesi
Santo Patrono: Madonna del Rosario

 

Stemma

Stemma Bellinzago

 

 

Bellinzago Lombardo, solo Bellinzago fino al 1862, deve il suo nome all’antica famiglia Birinzago il cui stemma raffigura un leone rampante in oro su sfondo bandato d’argento e di rosso a quattro pezzi.

L’attuale stemma del comune riprende proprio il blasone dei Birinzago, originari di quel territorio.

 

 

 

 

La storia

La Storia

I primi documenti storici che parlano di Biliciacum, ovvero l’antica Bellinzago, risalgono al IX secolo: era allora un paese facente parte del “contado della Bazana”.

Naturalmente l’origine è più antica, probabilmente romana, stando alle numerose olle contenenti monete romane di Massenzio, Diocleziano, Massimiliano e Costanzo, ritrovate alla fine del 1800 nella zona.

Il nome originario di Biliciacum evolve, nel corso del  tempo, in Biliciaco e Biliciago: stando alla versione latina il significato sarebbe “paese di tessitori”, a testimonianza della presenza massiccia di persone e famiglie che svolgevano questo mestiere.

Il primo documento ufficiale che riporta il nome di Biliciacum risale al 15 marzo 848, ed è un atto d’acquisto di terreni e case da parte dell’abate del monastero di Sant’Ambrogio di Milano.
Il secondo documento ufficiale in cui si legge il nome di Bliliciago risale al 17 giugno 855: Gottina, moglie di Antelmo, ricevette dal padre in dote case e beni proprio a Bellinzago. 
Di sicuro sappiamo che nel 1179 alcuni abitanti di Inzago si ritirarono a Biriciacum, o Bellinzago, “per essere più liberi”: tuttavia l’imperatore Federico Primo, noto ai più come il Barbarossa, sottomise anche loro all’autorità dell’abate di Sant’Ambrogio, proprietario di Inzago, nonostante fossero di fatto fuori dal territorio. 

Un’altra tappa importante per il Comune è l’anno 1466, quando Galeazzo Maria Sforza, donò il feudo di Melzo, con la pieve di Gorgonzola e quindi anche Bellinzago, alla nobildonna Lucia Marliano in Reverti.

Nel 1487, Bellinzago, con il feudo di Melzo, passò ai figli della nobildonna fino al 15 novembre 1499, quando il re di Francia, Luigi XII, che nel frattempo aveva sconfitto il ducato di Milano, lo assegnò a Gian Giacomo Trivulzio, conte di Melzo.

Il 1° luglio 1457 è una data importante per Bellinzago, come per molti altri comuni dell’est milanese: è infatti il giorno in cui il duca Francesco Sforza decreta l’escavazione, a opera dell’ingegnere ducale Bertola da Novate, del Naviglio Martesana.
Il canale, lungo 38 chilometri, ha di fatto cambiato la vita ai bellinzaghesi, assegnando notevole importanza strategica al comune. Si pensi infatti che il Martesana era navigabile e veniva utilizzato anche per il trasporto delle persone, fino al 1878, quando fu sostituito dallo storico tram “gamba del legn”, ovvero la Travia.
Nel 1958 il canale perde definitivamente il titolo di “via navigabile”, e da allora serve solo per l’irrigazione dei campi.

Tornando alla storia di Bellinzago, nel 1575 il territorio venne acquistato dalla famiglia Bonelli col marchesato di Cassano: la controversia con i Trivulzio ebbe fine il 12 maggio 1685, quando il regio ducal Magistrato di Milano assegnò il feudo di Cassano, quindi anche Bellinzago, ai marchesi Bonelli. Qualche anno più tardi, l’8 dicembre 1781, il feudo passò nuovamente di mano: Pio Bonelli, infatti, lo cedette al marchese Giambattista d’Adda.

L’anno 1500 è una data storica per Bellinzago e per i bellinzaghesi: vede infatti la nascita del primo oratorio, quello in fondo alle Fornaci, che fu costruito da Aloisio Bariola e dedicato alla Santa Madonna della Neve. Il secondo, quello di Sant’Anastasio era in realtà una cappella che si trovava sempre in zona Villa Fornaci, mentre il terzo trovava posto a nord dell’attuale cimitero.

Il servizio sanitario, invece, nasce oltre duecentocinquant’anni più tardi, nel 1770, quando Bellinzago entra a far parte del Circolo Ospedaliero Santa Maria delle Stelle di Melzo fino al 1898, quando passò sotto il Serbelloni di Gorgonzola. Nel 1778 i fratelli Marazzi fecero erigere il ponte sul Martesana, che costò 9.210 lire. Nel 1799 la chiesetta della Madonna della Neve fu depredata e il parroco, accorso in sua difesa, violentemente malmenato. 

Il crollo dell’impero napoleonico passa anche a Bellinzago, portando con sé sia i problemi e i guai, sia la ventata innovatrice, basti pensare che nel 1827 le due campane esistenti furono sostituite da tre nuove di zecca, che divennero le cinque attuali il 29 ottobre. Restaurate nel 1957 sono giunte fino a noi in ottime condizioni.

Il 1908 fu l’anno di realizzazione del nuovo cimitero, a sud di quello esistente. Anche gli animali ebbero il loro servizio veterinario, istituito in città nel 1909 con la creazione del consorzio di Basiano-Cambiago-Bellinzago-Masate-Inzago. L’attuale palazzo comunale fu acquistato dall’amministrazione nel 1914.

La Prima Guerra Mondiale costò cara a Bellinzago: 44 caduti, decine i feriti e ben due soldati decorati al valore. Mentre Giulio Malenza cadde nella campagna d’Africa Orientale nel 1936, e fu decorato con la Medaglia d’oro alla Memoria. La Seconda Guerra Mondiale, infine, costò 14 vite bellinzaghesi.

Curiosità

Curiosità

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente a Bellinzago ammontava a 230 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Romania  1,57% e Albania 1,04%.

 

La Festa di Primavera

Da nove anni è tornata a Bellinzago Lombardo una tradizione antica: la Festa di Primavera, che rappresenta uno dei più importanti momenti ludici e di aggregazione del paese. Fino a non molto tempo fa si svolgeva un vero e proprio Palio dall’origine curiosa: un gruppo di zelanti bellinzaghesi ha deciso di riscoprire  come si divertivano nel passato gli uomini e le donne di Bellinzago, per rinvigorirne la tradizione.

Fra le ricerche, si sono imbattuti nella storia di San Giorgio, Santo patrono dell’antica Biliciacum, e dei miracoli che ha fatto salvando i bellinzaghesi. Il popolo per ringraziare il Santo Patrono della vittoria contro il Barbarossa nel 1176, festeggiava con una processione la festa del Santo. La storia narra che c’erano anche altri santi patroni della città, come San Michele, eletto come guerriero celeste a difesa dell’integrità delle anime intorno al  1300.

Ogni corporazione, insomma, aveva il suo santo patrono: alla fine si raggiunse un accordo unanime, eleggendo la Beata Vergine del Rosario a Santa Patrona della città, e così è rimasta anche oggi.

Patrimonio Artistico

Patrimonio Artistico

 

Chiesa San Michele
 
Chiesa di San Michele Bellinzago

I lavori per la realizzazione dell’attuale chiesa parrocchiale iniziarono nel 1938 e furono terminati nel 1948; l’area indicata era ai limiti del centro storico.

Da vedere al suo interno i due pulpiti, di pregevole fattura, gli stipiti in marmo delle sagrestie, l’altare e parte della balaustra dell’antica chiesa.

Conservate ci sono anche suppellettili liturgiche, due calici in stile barocco, l’ostensorio in argento dorato, candelieri in argento dell’800 e i busti dei Santi coi reliquiari.

Molto belli anche il Baldacchino per processione, insieme agli stendardi professionali, che sono stati posti all’interno di apposite teche e conservati  affissi alle pareti della chiesa.

Villa Carcano Arrigoni - Bellinzago

 

Chiesa Madonna della Neve

Splendida chiesetta del Seicento.



Villa Carcano Arrigoni
 
Pregevole villa in stile tardo Neoclassico, risale al XIX secolo.



Villa Maderna Maggioni Moioli
 
Villa Maderna Maggioni Moioli - Bellinzago

L’edificio risale alla seconda metà del Seicento e fu realizzato quale residenza estiva di un governatore di Milano.

La planimetria della villa presenta il classico disegno a U aperto verso il Naviglio con giardino lungo la Strada Padana Superiore.
Da qui, tramite un androne, si accede al corpo principale della struttura che si affaccia su una corte interna dotata di un portico.
La facciata settentrionale è ricca di decorazioni affrescate.
Il giardino a sud,quasi interamente costruito, arriva fino al Naviglio Martesana dove c’era l’approdo privato dei proprietari.

 

Gallery

Via San Michele
Il purtighett della scuola elementare
Corridori professionisti a Villa Fornaci
Il sindaco Aldo Penatti alla premiazione dei giochi della gioventù
Fiaccolata dell’oratorio 5 ottobre 1968
Nuova Frontiera anno 1971 vincitrice del campionato regionale csi
Vecchio lavatoio in via Curt di Erbi
Vecchio lavatoio in via Fermi
Veduta dei primi anni ‘80
Madonna con Bambino sul muro dell’ex filanda
Ingresso di don Luciano
L’interno della Cappella San Giorgio

 

Redazione

Redatto da:

Dott.ssa Elisa Balconi. Giornalista, pubblicista e scrittrice.

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Bibliografia

Enzo Motta: Il naviglio della Martesana – Un viaggio di ieri, le immagini di oggi.

Dario Piazza: “Da biliciacum a Bellinzago L.” manoscritto conservato in biblioteca e realizzato con la collaborazione della Pro loco, 1990.

Internet , articoli vari.

www.comune.bellinzago.mi.it


Distretto del commercio della Martesana       


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